Le ragioni di una scelta

di Giancarlo Ruggini

«Ho già avuto modo di spiegare in altra occasione che la riscoperta della eredità cristiana rimane l’acquisto più importante della coscienza di un certo numero di noi negli ultimi decenni». Così scrive Silone nel notevolissimo saggio che precede il testo de L’avventura d’un povero cristiano. A questa riscoperta dei valori cristiani autentici, a questa riproposta del messaggio evangelico agli uomini di oggi, l’Istituto del Dramma Popolare si sentì chiamato fino da quando nacque nell’ormai lontano 1947. Di più: fu questa la ragione e lo scopo che esso si dette nel nascere e per nascere.

Il mio Silone

di Errico Centofanti

Ho a lungo patito come un’insopportabile menomazione l’esser venuto al mondo in un momento in cui il mio Paese era guidato da un re fellone e da un’oligarchia fascista. L’oppressione di quella sorta di marchio d’infamia s’attenuava a mano a mano che andavo acquisendo la consapevolezza d’appartenere a una famiglia fondamentalmente radicata nella tradizione dell’anarchismo risorgimentale e del socialismo e d’essere stato educato nel solco di quella tradizione.

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Silone e la Perdonanza: L’Avventura di un povero cristiano in teatro*

di Angelo De Nicola

L’Avventura in teatro

L’Avventura di un povero cristiano a teatro fu un successo per Silone e anche per il “giovane” Teatro Stabile dell’Aquila (Tsa) che proprio in quegli anni si va affermando a livello nazionale. Un successo per il Tsa durato un battito di ciglia, per varie ragioni, al contrario di Egli si nascose (anche qui un “eremita” in rapporto con i diversi aspetti del potere, anche qui l’Abruzzo chiuso e ospitale, nella sua memoria cristiana), testo di un’opera teatrale che, tratta dal suo romanzo Vino e pane, Silone pubblicò in lingua tedesca nel 1944, nel periodo in cui si trovava in esilio in Svizzera e che la moglie Darina tradusse curandone, poco dopo, l’edizione inglese; l’edizione in lingua italiana uscì nel 1944 nel Canton Ticino per opera de La Ghilda del Libro, una piccola casa editrice che lo stesso Silone aveva fondato l’anno precedente.

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Ignazio Silone e la casa natia fontamarese rimessa a nuovo

Il Messaggero Abruzzo (13 settembre 2020)

di Antonio Gasbarrini

Per chi abbia “frequentato” con assiduità o solo occasionalmente le vibranti quanto attualissime pagine siloniane ed era presente alla cerimonia dell’avvenuto restauro della casa natia dello scrittore, l’esperita emozione era palpabile a vista d’occhio, nonostante la distanziatrice mascherina del Covid-19 occludesse gran parte del viso.

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Quel trionfante cappello panamense di Silone “turista” all’isola di Corfù

Il Messaggero Abruzzo (21 agosto 2020)

di Antonio Gasbarrini

Vogliamo ricordarlo, Ignazio Silone, con l’inedita, solare foto scattata nell’isola di Corfù dalla moglie Darina nel 1959: con quel trionfante bianco del cappello panamense di paglia a larghe falde e camicia a maniche corte, mentre lo sguardo è proiettato al di sopra della rete da pesca stesa ad asciugare tra un albero e l’altro.

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Il martirio di Romolo, fratello di Silone

Il Messaggero Abruzzo (11 luglio 2020)

di Antonio Gasbarrini

Ci voleva tutta la maestria di un “ricercatore storico puro” come AlbertoVacca, confluita nel libro “Il fratello di Silone Romolo Tranquilli. Il processo e la morte in carcere (1928 -1932)”, per farci conoscere da vicino tutti i dettagli della tragica vicenda che portò alla sua precoce morte nel carcere di Procida, a soli 28 anni, a causa delle torture subite dai fascisti.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

Cafone: il potere della parola viva e essenziale *

di Ester Lidia Cicchetti

Oggi festeggiamo la Repubblica italiana, una celebrazione possibile grazie a uomini dallo spessore intellettuale e umano come Silone, che è stato protagonista della “grande” storia, che ha contribuito a cambiarne il corso attraverso l’esempio del suo modo di agire, sempre improntato agli ideali della discrezione, della misura e del rifiuto di ogni esibizionismo.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La “sublime dignità umana” d’Ignazio Silone *

di Antonio Gasbarrini

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati

di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

​​​(Art. 1 della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10/12 1948)

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia (Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

Giustizia

di Diocleziano Giardini *

Il mio primo pensiero è stato quello di guardare in un dizionario il significato della parola, vedere la sua evoluzione etimologica e nei contesti dell’uso che se ne fa.

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