Zurigo per Silone 2020. A 120 anni dalla nascita

(Convegno telematico, 4-5 dicembre 2020 – Universität Zürich)

Fontamara: reportage o rappresentazione? *

di Alessandro La Monica

Partendo dal titolo di un saggio di György Lukács (Reportage oder Gestaltung, in «Linkskurve», IV, 7-8, 1932), in questo intervento ho cercato di dimostrare come la scrittura di Fontamara sia influenzata dalla precedente esperienza di giornalista e dirigente politico del suo autore.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

Cafone: il potere della parola viva e essenziale *

di Ester Lidia Cicchetti

Oggi festeggiamo la Repubblica italiana, una celebrazione possibile grazie a uomini dallo spessore intellettuale e umano come Silone, che è stato protagonista della “grande” storia, che ha contribuito a cambiarne il corso attraverso l’esempio del suo modo di agire, sempre improntato agli ideali della discrezione, della misura e del rifiuto di ogni esibizionismo.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La “sublime dignità umana” d’Ignazio Silone *

di Antonio Gasbarrini

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati

di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

​​​(Art. 1 della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10/12 1948)

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La parola essenziale e il silenzio che dice *

di Maria Nicolai Paynter

Ringrazio il sindaco Iulianella ed Ester Cicchetti, la brillante direttrice del Centro Studi, per il gentile invito a partecipare a questa bella riunione virtuale ideata dagli amici Angelo De Nicola e Antonio Gasbarrini per onorare Silone nel dodicesimo decennale della sua nascita.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La Verità nella vita e nell’opera letteraria di Ignazio Silone *

di Alberto Vacca

Τί ἐστιν ἀλήθεια;
Che cos’è la verità? (Gv 18, 38)
Ἐγώ εἰμι ἡὁδὸς, καὶἡἀλήθεια, καὶἡ ζωή Io sono la via, la verità e la vita (Gv 14, 6)

Nel libro «Uscita di sicurezza», tra i tanti episodi narrati da Silone, ve n’è uno che ritengo utile riportare, perché verte sul problema della «verità», che è stato sempre uno dei temi centrali della sua riflessione personale e letteraria:

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

Scrivere *

di Liliana Biondi

Prendo spunto dalle prime quattro, di quaranta domande – e relative risposte -, che Silone pone a sé stesso per edificare  un ritratto interiore e culturale di sé scrittore. L’autoritratto, rimodellato negli anni con aggiunte e varianti, viene pubblicato su varie riviste tra il 1954 e il 1960. Non sono mai state modificate le prime quattro domande e relative risposte che qui trascrivo:

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Inno alla Libertà*

di Ignazio Silone

Dicembre 1942

Ieri, verso sera, andavi lungo il lago. La foschia fondeva l’acqua e il cielo in un vasto grigio senza orizzonte; ammorbidiva il rumore volgare dei cartelloni elettrici e avvolgeva le fragili nudità invernali dei pioppi. Andavi lungo il lago, e il lago, visto attraverso la foschia, era senza orizzonte. Oggi sei in prigione. Il vasto cielo di ieri si estende oltre le sbarre delle finestre polverose. Solo il rumore delle chiavi del carceriere che si ferma a guardare dallo spioncino interrompe il silenzio. Quattro muri di pietra escludono il mondo. Tu sei in prigione. La ragione è molto semplice. Tu sei la personificazione di qualcosa di più formidabile che mille divisioni di Panzer: la libertà dello spirito.

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Il falso castello accusatorio contro Ignazio Silone

Il falso castello accusatorio contro Ignazio Silone smentito dalle carte dell’Archivio Centrale dello Stato

di Alberto Vacca

Capita talora che la menzogna, reiteratamente ripetuta, finisca per diventare verità, e che la verità, non altrettanto reiteratamente proclamata, finisca per diventare menzogna. È ciò che potrebbe verificarsi nei confronti di Ignazio Silone, accusato falsamente dagli storici Mauro Canali e Dario Biocca di essere stato per dieci anni  una spia fascista, mentre in realtà fu sempre un antifascista.

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Le più recenti “Parole in libertà” dello storico Mauro Canali sui rapporti tra Silone e l’Oss (1942-1944)

di Antonio Gasbarrini

In ogni movimento disfatto e in ritirata, vi sono dei militanti i quali
vengono a trovarsi nella mia situazione: senza collegamenti gerarchici
con i resti superstiti del proprio reggimento, essi continuano
alla meglio a lottare contro il nemico in qualità di franchi-tiratori .

Ignazio Silone

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Secondino Tranquilli, l’uomo dei segreti

di Giulio Napoleone

Dopo tanti anni di ricerca, miei e dei tanti e diversi studiosi e cultori di Silone, sono giunto ad una conclusione: Ignazio Silone, anzi Secondino Tranquilli, era ed è ancora un uomo pieno di segreti. Il fatto che sia conosciuto nel mondo con uno pseudonimo usato per la prima volta in Spagna, nel 1923, per motivi di sicurezza, poi abbandonato alla fine degli anni 20, e poi riusato per tutta la vita da scrittore , provano una sola certezza: non una semplice licenza artistica, si trattava invece di seppellire un nome  legato ad una storia trentennale, fatta di segreti e sotterfugi.

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