Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

Silone e la cultura senza confini *
di Dante Marianacci

Vorrei utilizzare questi minuti che mi sono concessi premettendo, prima di affrontare il tema che mi è stato assegnato, cioè quello di Silone e la cultura, di essermi occupato numerose volte, in giro per il mondo, di Silone, e dei rapporti di Silone, con le letterature e le culture, in particolare dei paesi e, soprattutto, delle città nelle quali mi sono trovato a operare più a lungo: Praga, Dublino, Edimburgo, Budapest, Vienna, Il Cairo.

Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La parola essenziale e il silenzio che dice *

di Maria Nicolai Paynter

Ringrazio il sindaco Iulianella ed Ester Cicchetti, la brillante direttrice del Centro Studi, per il gentile invito a partecipare a questa bella riunione virtuale ideata dagli amici Angelo De Nicola e Antonio Gasbarrini per onorare Silone nel dodicesimo decennale della sua nascita.

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

La Verità nella vita e nell’opera letteraria di Ignazio Silone *

di Alberto Vacca

Τί ἐστιν ἀλήθεια;
Che cos’è la verità? (Gv 18, 38)
Ἐγώ εἰμι ἡὁδὸς, καὶἡἀλήθεια, καὶἡ ζωή Io sono la via, la verità e la vita (Gv 14, 6)

Nel libro «Uscita di sicurezza», tra i tanti episodi narrati da Silone, ve n’è uno che ritengo utile riportare, perché verte sul problema della «verità», che è stato sempre uno dei temi centrali della sua riflessione personale e letteraria:

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Ignazio Silone e l’attualità delle parole-chiave del suo pensiero nel tempo dell’infodemia

(Tavola rotonda telematica, 2 giugno 2020)

di Liliana Biondi

Prendo spunto dalle prime quattro, di quaranta domande – e relative risposte -, che Silone pone a sé stesso per edificare  un ritratto interiore e culturale di sé scrittore. L’autoritratto, rimodellato negli anni con aggiunte e varianti, viene pubblicato su varie riviste tra il 1954 e il 1960. Non sono mai state modificate le prime quattro domande e relative risposte che qui trascrivo:

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Silone, Primo maggio e l’immaginario Coronavirus durante l’esilio svizzero

messaggero Silone esilio svizzero

Il Messaggero Abruzzo 1 maggio 2020

di Antonio Gasbarrini

Non poteva non nascere a Pescina dei Marsi, il futuro rivoluzionario Secondino Tranquilli prima, e lo scrittore Ignazio Silone poi, che il Primo maggio del 1900. Una data epocale per i lavoratori di tutto il mondo che aveva trovato l’anno successivo, nel monumentale quadro de “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, la rappresentazione simbolica più eroicizzante dei braccianti in marcia per la conquista dei diritti loro negati.

L’OMAGGIO DI RAI 3 IN OCCASIONE DEI 120 ANNI DELLA NASCITA (1 maggio 1900 – 22 agosto 1978) DELLO SCRITTORE ABRUZZESE

La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo. L’uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L’uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero.

 Ignazio Silone

Ignazio Silone: l’avventura di un uomo libero

In occasione dei 120 anni della nascita di Ignazio Silone (1 maggio 1900 – 22 agosto 1978) “La grande radio” ripropone le interviste che lo scrittore ha rilasciato tra il 1957 e il 1971. Pagine da “Visita al carcere” lette da Carlo D’Angelo e Gabriele Lavia e da “Fontamara” con Franco Cavalcoli.

Ascolta l’audio (link)

https://www.facebook.com/374516679302761/posts/2955400817880988/?sfnsn=scwspwa&extid=St9qN1vK08xEHsp8

Celestino V – Silone Il mito, l’uomo

1 MAGGIO 2018

Tempo Presente (Supplemento Abruzzo n. 1-2018)

di Angelo De Nicola

«Papa Celestino siamo noi» ha già scritto il Marabini del Celestino siloniano[i] dell’Avventura di un povero cristiano. «Il suo dramma è il dramma di ogni cristiano, ma anche il dramma di ogni uomo; così, per un processo di estensione e di conseguente sovrapposizione, la ricchezza e la contraddittorietà della sua esperienza diventano storicamente emblema del dolore e del dubbio radicati nella natura di ogni individuo» insiste sul concetto il Ferroni[ii].

Ignazio Silone in Svizzera, un intellettuale esule in una terra di accoglienza

Tempo Presente (N. 469-471 / Gennaio-Marzo 2020)

di Angelo G.  Sabatini

Il legame tra un intellettuale e la sua terra è sempre profondo, complesso e, in qualche misura, condizionante. Ma ciò può verificarsi anche nel rapporto con la “terra d’elezione”, con la seconda patria che il destino gli ha assegnato. Ciò è particolarmente vero per Secondo Tranquilli, universalmente noto come Ignazio Silone, e i suoi rapporti con la Svizzera, che meritano di essere raccontati.