Ignazio Silone e la sua rivista politico-culturale “Tempo Presente” (1956-1968)

Il Messaggero Abruzzo 26 maggio 2023

di Antonio Gasbarrini

Pur essendo trascorse alcune settimane dal Primo Maggio, non è mai troppo tardi per omaggiare il 123esimo anniversario della nascita del “fontamarese” SecondinoTranquilli alias Ignazio Silone. Lo faremo a modo nostro, cercando di mettere in luce la sua grande statura storica d’intellettuale di primo rango rinvenibile più che nei suoi arcinoti capolavori letterari, nell’ancora scarsamente conosciuta attività giornalistica, saggistica ed editoriale svolta incessantemente sin dagli anni Venti e, si può dire, fino al suo definitivo congedo terreno nell’agosto del 1978.

Tra le tante riviste da lui dirette, concentreremo l’attenzione sulla più prestigiosa: “Tempo Presente”. Co-fondata insieme ad una figura di pari rilievo qual è stata quella di Nicola Chiaromonte, vedeva l’uscita nel 1956 e la cessazione, con oltre 100 numeri pubblicati, nel suo tredicesimo anno. Già nella sintetica presentazione erano chiaramente definiti sia lo scopo che la collocazione culturale: «È una rivista internazionale d’informazione e discussione fondata sul principio della libertà di critica. Essa intende promuovere il riesame dei modi di pensare mettendoli a confronto con la realtà del mondo attuale». Nel suo saggio “Ideologie e realtà sociale”, il già affermato scrittore abruzzese, prima di ripercorre le principali tappe dell’involuzione rivoluzionaria russa basata sulla legittimazione del terrore, precisava quale sia il ruolo dell’attività intellettuale:«Sarebbe difficile concepire il ruolo di un’attività intellettuale onesta se non come una continua messa a punto della realtà sociale ed un’ostinata critica delle alterazioni che ne offrono le ideologie». Una rivista politico-culturale interdisciplinare che già nel suo esordio vedeva le firme, tra gli altri, di scrittori (Camus, Moravia e Sciascia), del  filosofo Berlin, dei giornalisti Forcella e Daniel, del poeta Nelo Risi. Saranno i tanti altri nomi forti aggiuntisi al drappello iniziale, quali Hannah Arendt ed Elèmire Zolla, a farne la fortuna critica (ben concorrenziale alle coeve “Il Mondo” di Mario Pannunzio o la mondadoriana “Nuovi Argomenti”), ma non quella del successo commerciale, come si può ben leggere nelle amare righe del “Commiato” sull’ultimo numero:«Durante tutti questi anni abbiamo fatto vari tentativi per trovare un editore dotato di una larga rete di distribuzione il quale volesse assumersi l’onere della rivista. Tali tentativi sono risultati vani. […] Così stando le cose, ci troviamo costretti a sospendere e pubblicazioni». Dietro questa irreversibile scelta, c’era però ben altro: lo scandalo appena scoppiato del suo finanziamento e di altre riviste consimili (“Der Monat”, “Preuves”, “Encounter”…) da parte dell’Associazione Internazionale per la libertà della cultura e dell’americana Fondazione Ford, dietro cui si celava realmente la lunga mano della CIA, cosa peraltro ignota sia a Silone che a Chiaromonte. L’eredità ideale lasciata a tutti noi, ripercorribile integralmente nell’intera collezione digitale sfogliabile nel sito della Biblioteca Gino Bianchi (https://www.bibliotecaginobianco.it/?e=flip&id=1) è stata raccolta, all’inizio degli anni Ottanta, da un altro intellettuale abruzzese di lungo corso qual è stato il compianto accademico Angelo G. Sabatini scomparso nel 2020. Varando e dirigendo la nuova serie – con identiche testata e grafica, più in là modificate -, tuttora in essere ed attualmente edita dalla Fondazione Matteotti, all’insegna:«Questo richiamo al Tempo Presente di Silone e Chiaromonte va inteso come un riferimento ad un modello di progetto culturale, ad un modo esemplare di fare cultura in rapporto al presente» (dall’editoriale del I numero).