Celestino V – Silone Il mito, l’uomo

1 MAGGIO 2018

Tempo Presente (Supplemento Abruzzo n. 1-2018)

di Angelo De Nicola

«Papa Celestino siamo noi» ha già scritto il Marabini del Celestino siloniano[i] dell’Avventura di un povero cristiano. «Il suo dramma è il dramma di ogni cristiano, ma anche il dramma di ogni uomo; così, per un processo di estensione e di conseguente sovrapposizione, la ricchezza e la contraddittorietà della sua esperienza diventano storicamente emblema del dolore e del dubbio radicati nella natura di ogni individuo» insiste sul concetto il Ferroni[ii].

Ignazio Silone in Svizzera, un intellettuale esule in una terra di accoglienza

Tempo Presente (N. 469-471 / Gennaio-Marzo 2020)

di Angelo G.  Sabatini

Il legame tra un intellettuale e la sua terra è sempre profondo, complesso e, in qualche misura, condizionante. Ma ciò può verificarsi anche nel rapporto con la “terra d’elezione”, con la seconda patria che il destino gli ha assegnato. Ciò è particolarmente vero per Secondo Tranquilli, universalmente noto come Ignazio Silone, e i suoi rapporti con la Svizzera, che meritano di essere raccontati.

Ignazio Silone e la nascita di “Tempo Presente”

Tempo Presente (Supplemento Abruzzo n. 1-2018)

di Angelo G. Sabatini

La nascita di “Tempo presente” ad opera di Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte rappresenta un momento significativo della vita dello scrittore abruzzese nel contesto della vita culturale europea. Nel clima di una contrapposizione ideologica molto tesa che vedeva schierate militarmente le due grandi potenze mondiali e contrapposte due culture politiche e letterarie, la rivista rappresentò nel panorama italiano un serbatoio di idee e di analisi politico-culturali particolarmente vive.

Ignazio Silone: rivoluzionario, europeista, amico, nonché compaesano dei bambini fontamaresi

SETTEMBRE – OTTOBRE 2016

Tempo Presente (n. 429-430 settembre-ottobre 2016)

di Antonio Gasbarrini

Rivoluzionario comunista full time negli anni Venti del secolo scorso; “artista in azione” (Richard W. B. Lewis), ma contemporaneamente socialista umanista ed europeista nel quindicennio dell’esilio svizzero (1929-1944); tra gli artefici della vigente Costituzione Repubblicana in qualità di deputato dell’Assemblea Costituente (1946-1948), Ignazio Silone continua a rappresentare uno dei più nobili protagonisti italiani ed europei di quel luttuoso trentennio contrassegnato dal sanguinario consolidamento della dittatura staliniana e trionfo di quelle fascista e nazista.

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Le false accuse contro Ignazio Silone

DICEMBRE 2015

Tempo Presente (n. 420 dicembre 2015)

di Antonio Gasbarrini

  1. L’informatore Silone ed mediatici scoop degli storici Dario Biocca e Mario Canali

L’accanimento terapeutico a suon di cadenzati, mediatici scoop[1] con cui i due storici Dario Biocca e Mauro Canali hanno tentato di demolire – da una ventina d’anni in qua – la figura umana, politica, intellettuale (e, di riflesso letteraria) d’Ignazio Silone, sembra giunto finalmente al capolinea. Per merito di altri storici e studiosi  che hanno contestato spesso alla radice la loro approssimativa, arbitraria quanto romanzata ricostruzione circa la vita privata e militante di Secondino Tranquilli alias Ignazio Silone (su tutti Giuseppe Tamburrano, Mimmo Franzinelli, Giorgio Soave, Bruno Falcetto, Aldo Forbice, Massimo Teodori, Angelo G. Sabatini e tanti, tanti altri).

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