Premio Internazionale Ignazio Silone: ben “onorato” il quarantennale

Il Messaggero Abruzzo (11 settembre 2018) 

di Antonio Gasbarrini

Ha  portato decisamente bene la nuova legge regionale su il Premio Internazionale Ignazio Silone. Il suo esordio coincidente con la XXI edizione dedicata al quarantennale della scomparsa dello scrittore, saggista e giornalista abruzzese, non poteva essere onorato meglio con le sue tredici giornate interdisciplinari. Per di più, in piena sintonia con lo spirito fondante della stessa: “teso a valorizzare e diffondere gli insegnamenti di libertà’, verità e giustizia dell’insigne pensatore abruzzese”.

Insegnamenti ben presenti nel trentennale lavoro di ricerca siloniana della premiata Maria Nicolay Painter la quale ha esaltato, nella sua più recente pubblicazione, il valore dell’amicizia. Intercorsa tra l’esule in terra svizzera Secondino Tranquilli prima e l’affermato scrittore Ignazio Silone poi, con il suo mecenate Fleischmann. Da lei ripercorsa nella corrispondenza scambiata tra i due (o le rispettive compagne) tra il 1934 e il 1976. Confluita nel libro “On Friendship and Freedom: The Correspondence of Ignazio Silone and Marcel Fleischmann” stampato un paio di anni fa in lingua inglese, vincitore, tra l’altro, del Premio Flaiano 2017 (con la giuria presieduta dalla scrittrice Dacia Maraini) ed ora disponibile anche nella sua traduzione italiana per i tipi Carabba di Lanciano. Questi, alcuni passi della motivazione: «La Giuria (…), dopo aver costituito e attentamente valutato una rosa di tre candidati: Franco Arminio, Marco Cappato e Maria Nicolai Paynter, è stata concorde nell’assegnare il Premio Internazionale Ignazio Silone 2018 alla prof.ssa Maria Nicolai Paynter per l’ampio e significativo contributo scientifico da lei apportato – con pubblicazioni di volumi e saggi, conferenze, convegni, corsi di studio universitari, traduzioni – agli studi siloniani negli Stati Uniti d’America e non solo, nell’ultimo trentennio, contribuendo fortemente a tenere alta nella considerazione internazionale letteraria, politica, etica e civile, l’opera e la personalità di Ignazio Silone». Purtroppo, come ben sappiamo, “l’alta considerazione” del Nostro, è stata in parte minata, da vent’anni in qua, dalle più che traballanti tesi unidirezionali sul giovane rivoluzionario pescinese, presunta spia al servizio dei fascisti durante gli anni Venti del secolo scorso, tesi sostenuta dai due storici revisionisti defeliciani Mauro Canali e Dario Biocca. Il cui referente marsicano, nel suo blog di una collaudata testata online, ha pubblicato un articolo al vetriolo titolato: “Una recensione acida del testo di Maria Nicolai Paynter, vincitore del premio Silone 2018”.

Non stiamo qui ad elencare tutte le pecche (di lana caprina, ci permettiamo di affermare) a sua detta riscontrate nella versione italiana, limitandoci a citare le conclusioni del suo non-zoliano, ma zelota  “J’Accuse…!” : «(…) non sono convinto che aver conferito il premio Silone alla professoressa Paynter sia stata una buona idea, e non solo per il valore del lavoro (che va ad ingrossare un intero scaffale di testi infungibili, non citabili in sede scientifica (…), essendo il premio concepito non per chi chiude saggi su Silone ma per le personalità che incarnino gli ideali di (…). Affronteremo prossimamente il tema della nave istituzional-paesana che cura la memoria di Silone; entità alla quale, temiamo, come recitava un grande autore classico, nessun vento possa più tornare utile, avendo essa smarrito la cognizione di dove dovrebbe dirigersi». Solo che…solo che sulla nave istituzional-paesana, lo stesso detrattore è salito con passo deciso in qualità di giurato. Allora, chiediamo: perché non ha fatto verbalizzare il suo dissenso? O meglio: perché ha accettato la sua nomina a giurato prima e non si è dimesso seduta stante poi, tuffandosi subito in mare, nuotando così verso i più rassicuranti lidi della pervicace delegittimazione non solo di Silone, ma di tutti gli altri storici e studiosi non allineati?.

[Il Messaggero Abruzzo, 11/09/2018]