Il segreto di Fontamara

Giulio Napoleone – Il segreto di Fontamara – (Castelvecchi, Roma 2018, pp. 260)

Introduzione

Questo libro è figlio del caso,perché fortuna volle che tra  centinaia di fogli di carta velina ,nel vetusto archivio moscovita dell’Internazionale Comunista trovassi la prima edizione parziale di Fontamara. MI accorsi così che negli anni 60 qualcuno aveva avuto la possibilità di aprire quel fascicolo,ma non vi si era volutamente soffermato più del dovuto. Pertanto, sebbene mi trovassi a Mosca per scrivere un saggio sulle prime esperienze bolsceviche di Ignazio Silone (di prossima pubblicazione), mi ritrovai davanti ad un dattiloscritto la cui importanza era spiegata proprio dal luogo che lo custodiva.

Ho dovuto così modificare il mio iniziale progetto editoriale per svelare subito la novità legata a questo ritrovamento.

Nacque l’esigenza di far conoscere prima le vere ragioni di Fontamara,cioè non più il romanzo dell’esilio,ma un lavoro  legato all’esperienza comunista dell’autore ,esponente di punta della propaganda del Pcdi,insieme  ad altre attività  finora ignote e da lui svolte prima  dell’espulsione dal partito.

Pertanto sarà necessario soffermarsi su un particolare periodo storico e sulla militanza   politica di Silone  ,perché costituiscono la fonte della sua ispirazione,in modo da  offrire,senza entrare in questioni filologiche ,numerosi spunti agli  studiosi  dell’opera siloniana.

L’incipit del saggio sarà, doverosamente, cercare una risposta alla domanda cruciale:perché il dattiloscritto si trova a Mosca? Com’è finita questa opera tra le carte dell’Internazionale Comunista, cioè della più grande organizzazione politica del secolo scorso, ma soprattutto come mai ,tra i tanti  documenti riportati in Italia dall’allora PCI ,non c’è traccia di  queste pagine? Sono domande importanti, le cui risposte dimostreranno tesi nuove e supposizioni vecchie, confermando la complessità di un pensatore, più che di un semplice scrittore, dalle risorse infinite e dalle capacità inconsuete. Si aprirà quindi una questione archivistica ,un vero e proprio occultamento delle prove,sulle circostanze che impedirono di trasmettere questi documenti alla Fondazione Gramsci di Roma ,istituto depositario della memoria storica del movimento comunista italiano.Ma verrà fatta anche la ricostruzione del percorso che queste carte hanno fatto e grazie a quali canali e con quali corrieri sono giunte nel paese della  Rivoluzione.

In occasione dei quarant’anni dalla nascita del partito, fu decisa un’accurata attività di riordino degli  archivi del PCI,voluta proprio da Togliatti, che prese il via con l’analisi del patrimonio dell’Istituto del Marxismo –Leninismo di Mosca, cuore documentale della storia del movimento comunista italiano e mondiale.

Si è riusciti così a  ricostruire in maniera precisa le cause  del mancato ritrovamento, dovute sostanzialmente  al clima teso che intercorse per decenni  tra Silone e il massimo dirigente del partito comunista,Palmiro Togliatti. Vecchie ruggini che  risalivano agli anni’30 , nate all’ombra di uno stalinismo imperante negli ambienti politici e  culturali.

Verrà così  approfondito il ruolo che, all’epoca, Ignazio Silone ebbe nell’organizzazione comunista nazionale e internazionale,perché la

particolarità del dattiloscritto  sta nel suo carattere strumentale alla propaganda , cioè si tratta di un vero e proprio prodotto al servizio del bolscevismo.Scritto quindi, al contrario dell’edizione giunta e conosciuta ai posteri, in un periodo di grande attività politica e che prese spunto da temi di grande interesse per il partito  .L’opera di Silone faceva  esplicito riferimento al mondo dei “cafoni”,quale  elemento fondamentale per la  realizzazione di un vasto fronte unitario e premessa indispensabile per la realizzazione di un “governo operaio e contadino ” da contrapporre al governo fascista.

Verranno quindi approfondite tematiche a lui care, legate ad esempio all’editoria di partito e alla propaganda tra i lavoratori della terra, la questione meridionale, i suoi aspetti socioeconomici come la necessità di alfabetizzare il sud dell’Italia, senza il quale ogni  slogan, come ogni appello, sarebbe stato inutile e avrebbe allontanato ogni velleità rivoluzionaria.

Tuttavia Silone sentiva già che la militanza volgeva al termine, che la sua malattia polmonare andava aggravandosi e che  quindi era il momento di pensare ad un futuro diverso, sempre al servizio dell’utopia ,ma in una veste diversa, comunque a lui molto più congeniale, vista anche  la  naturale predisposizione alla scrittura. Sono messe in evidenza le diverse attività nel campo editoriale, anch’esse inedite, in alcuni casi di livello internazionale, come ad es.il lavoro per la  Neur Deutscher Verlag, premessa e corollario del suo essere scrittore di professione.

Tuttavia i tempi però erano molto duri ed il fascismo era in pieno vigore. L’Ovra e il Tribunale Speciale, tutto lasciava presagire che il lavoro per il partito sarebbe stato comunque difficile, se non impossibile, da qui la necessità  di serrare i ranghi ed utilizzare le migliori energie, tra cui Silone , sebbene vivesse in clandestinità e all’estero da dove riusciva comunque a coordinare un partito allo stremo come a sviluppare idee innovative.

In questo contesto prende forza la questione della dedica al romanzo. Essa rappresenta il cuore intorno a cui tutto ruota, la linea di confine tra l’idea di un’opera  che è dramma di una generazione, di un mondo intero e quella che poi rappresenterà la triste vicenda di un individuo, abbandonato dal partito, per di più colpito dal pesantissimo fardello della morte del fratello.

La dedica che noi conosciamo, quella cioè che apparve sulla prima edizione di Fontamara è al fratello Romolo e alla sua prima compagna Gabriella Seidenfeld.

La dedica del dattiloscritto invece è un concentrato rivoluzionario .

Un insieme di comuni militanti comunisti, dalle alterne vicende personali,apparentemente senza alcun legame con lo scrittore, se non la medesima appartenenza politica, ma che sottoposti ad una opportuna radiografia biografica e collocati in un preciso contesto politico,rivelano la giusta chiave di lettura di questa Fontamara.

L’altra faccia della medaglia: perché non Romolo? Un fratello che all’epoca era in carcere ,non valeva la dedica sul suo primo romanzo?Perché non Gabriella? La compagna di una vita allo sbando, da poco abbandonata al suo destino ,non meritava già allora quel posto insieme al fratello ?

Tante le ipotesi e alcune certezze,come il fatto che il dattiloscritto  non porta i segni di un dolore personale e di una vita pagata a caro prezzo,senza amore e senza affetti. Esso è invece il grido di battaglia  di un rivoluzionario ancora domo e nel pieno dell’attività di partito .

Una vita  vissuta al fianco di una classe lavoratrice,in maggioranza fatta da contadini meridionali, non ancora pronta per la rivoluzione,ma disponibile al sacrificio, come quei tanti compagni di strada che hanno messo a repentaglio la loro vita, pur di diffondere il credo comunista. Sono queste le figure che lui porta agli onori della ribaltae che inserisce nella dedica, personaggi sconosciuti alla storiografia, ma che per Silone meritavano la prima pagina e lo scopo di un intero romanzo.

L’obiettivo  che ovunque si diffondesse il messaggio che il sacrificio è mai vano , se proviene da un ‘attività rivolta alle classi più deboli e  più ignare dei cambiamenti richiesti .

Un messaggio  che era stato richiesto dalla stessa Internazionale Comunista e che andava profuso anche attraverso l’opera letteraria, oltre che  con gli usuali canali della propaganda. In questo Silone era un maestro, un fine conoscitore delle lingue oltre che un buon organizzatore, sebbene dal carattere complesso.

La dedica  dimostra come la prospettiva dell’opera era il mondo del lavoro ,nessuna rinascita , semmai l’ultimo atto d’amore verso la religione atea del marxismo.

Tutto fa pensare quindi a Fontamara come non solo la prima vera esperienza letteraria dello scrittore ,ma anche l’unica e l’ultima in chiave militante, solo successivamente rielaborata e fatta conoscere come segno di un nuovo ciclo, lontano dai dogmi e dalle strutture rigide del Partito  .

Fontamara, nella versione ufficiale, dopo  qualche anno uscì addirittura nella Russia  di Stalin, grazie  alla casa editrice di Stato, quella che pubblicava i classici della letteratura sovietica , a dimostrazione di come quell’opera fosse riuscita a vincere l’ostracismo che invece per consuetudine era riservato ad ex compagni di partito.

Questo accadde perché il dittatore russo aveva dato un colpo di spugna ad un difficile periodo di contrapposizioni interne , tra i sostenitori della tesi per cui una fase intermedia e democratica avrebbe anticipato la radicalizzazione delle masse e chi invece pensava di sostituire  d’emblai la  dittatura fascista con la dittatura del proletariato .

Giunse il momento dove  la  socialdemocrazia smise  di essere considerata fiancheggiatrice del fascismo, ma l’interlocutore privilegiato con cui costruire un largo fronte comune socialista e antifascista .

Ed è in questo nuovo scenario politico internazionale, con questa grande apertura di Mosca nei confronti del socialismo, che Fontamara venne pubblicata prima  in Russia che in Italia.

Fu un periodo di importanti contatti tra lo scrittore abruzzese e le organizzazioni culturali comuniste russe ed europee, che nonostante la sua espulsione dal Pci continuavano a tenerlo in grande considerazione.

Una posizione quindi diversa , rispetto ai dirigenti italiani, che impedirono a Silone di diventare il rappresentante del movimento degli scrittori rivoluzionari italiani.

Le ferite avute dai suoi ex colleghi non si erano ancora rimarginate, anzi col tempo divennero sempre più  sanguinanti.

I contrasti personali e la lotta al trotzkismo, che nel 1931 lo allontanarono dal partito, fecero di lui un nemico del PCI.

Ma sebbene tentarono di oscurarne il ruolo di primissimo piano nel partito e di occultare il fatto che la sua opera principale fosse stata fatta inizialmente  per la causa comunista, la sua determinazione

fu tale da vincere la sfida di essere uno degli scrittori più amati al mondo.